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Il video delle mostre Intersezioni I e Intersezioni II
Lunedì, 12 Febbraio 2007 - 13:03 - 4118 Letture
Per gentile concessione del d.r Maurizio Rubino, Assessore alla Cultura della Provincia di Catanzaro,
vi proponiamo
il Filmato INTERSEZIONI...

...nel quale, attraverso le suggestive immagini girate nel Parco di Scolacium, potrete rivivere le atmosfere uniche ed irripetibili degli eventi di arte contemporanea che hanno visto maestri di spessore internazionale, ovvero T. Cragg, M. Paladino, J. Fabbre e A. Gormley, misurarsi abilmente tra i resti archeologici dell’antica colonia romana nel corso delle mostre Intersezioni I (2005) e Intersezioni II (2006).


“Le opere d’arte sono astratte dal tempo, ma messe a confronto con il passato creano a volte straordinarie suggestioni. E’ il caso di Intersezioni (...) che nel Parco di Scolacium trasformano un’area archeologica di grande interesse in un luogo magico e sospeso nel tempo”.
“Il Parco Scolacium, insomma, amplia la sua funzione e la sua fruibilità e, aprendosi alle interpretazioni dell’arte contemporanea, diviene luogo di confronto tra la storia di oggi e quella di ieri”.
Maurizio Rubino
Assessore alla Cultura della Provincia di Catanzaro



Vedi il filmato INTERSEZIONI




La tranquillità epica di Scolacium capita e tradotta da Antony Gormley

E’ bastata la buona volontà dell’Assessore alla Cultura della Provincia di Catanzaro Dr. Maurizio Rubino, a mettere insieme intenti e forza lavoro, con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Regione Calabria e della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria, per riattivare quei meccanismi innescati dal Grand Tour e cessati con lo stesso nel XIX secolo, quando le Terre del Sud erano meta dei più dotti ed intraprendenti “collezionisti” dell’epoca, coloro che riuscirono a capire prima di noi, popolazioni autoctone, il grosso potenziale paesaggistico e produttivo delle nostre assolate Regioni.

Ma l’innovazione apportata dall’Assessore Rubino, quasi a seguire un’evoluzione naturale, è quella di aver aggiunto al consueto pellegrinaggio dei turisti “collezionisti” nei luoghi del nostro vivere quotidiano, anche quello legato ai “produttori di cultura”, cioè gli artisti stessi che, come teletrasportati, si trovano in uno scenario quasi a ricordare un envirorment naturale nel Parco Archeologico di Scolacium. L’innovazione nasce con Intersezioni I, esposizione che ha visto presenti con le loro installazioni tre artisti di fama internazionale: l’italiano Paladino, il belga Fabre e l’inglese Cragg i quali, nel bene e nel male, hanno dato inizio al cambiamento delle menti di chi è abituato a contestualizzare il Bene Archeologico solo curandosi del genius loci che produce, ma senza tener conto anche dei mille innesti che le varie avanguardie storiche, in primis il Futurismo, ci hanno abituato a considerare in ambito artistico, con l’abbattimento del tanto temuto accademismo che imbriglia e limita la potenzialità della mente umana nella creatività. Non a caso viene citato il Futurismo, perché chi conosce Scolacium sa dell’esistenza al suo interno di uno dei primi frantoi elettrici della Calabria che custodisce la personale di Gormley: in un attimo di concentrazione il visitatore sembra poter sentire quel sottofondo rumorosamente metallico che doveva essere il frenetico avanzamento industriale nelle periferie italiane, linfa vitale del Futurismo.

Quest’anno Intersezioni II ha apportato una leggera modifica rispetto alla prima edizione, infatti l’intera area archeologica è stata affidata ad un solo artista, il britannico Antony Gormley, già affermato grazie ad installazioni come Another Place (1997), Angel of the North (1998), Quantum Cloud (1999); l’ultima ad arrivare é Time Horizon (2006), creata appositamente per il Parco Archeologico di Scolacium, sito a Borgia (CZ), rafforzata dalla mostra personale dell’artista all’interno del Museo del Frantoio. Time Horizon installa cento sculture in ferro raffiguranti l’artista di 189×53×29 centimetri, dal peso di 650 chili ciascuna, all’interno del Parco Scolacium perfettamente integrate la tranquillità epica tipica di Scolacium.

Antonio Alessio Vatrano
 

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