Il nucleo originario del palazzo apparteva alla baronessa Maria Enrichetta Scoppa, baronessa di Badolato, abitante in S. Andrea e originaria di S. Caterina, zia del barone Giovanni De Iorio, apparentata Lucifero.
Il 10 novembre 1905, promotrice e benefattrice la baronessa, arrivarono i ‘Salesiani’, alloggiando per qualche tempo in una casa affittata e poi nel palazzo Scoppa.
Il 26 marzo 1906, non essendo stato ancora restaurato il palazzo della baronessa, danneggiato dal terremoto del settembre 1905, e dovendosi ampliare lo stesso per le numerose frequenze di allievi registrate nei corsi serali, iniziati dai “padri salesiani” il 2 gennaio e in cui figuravano 128 iscritti, di cui «un centinaio frequentanti» (era stato avviato nello stesso giorno anche il corso diurno con 6 ragazzi), «molti cittadini» rivolsero all’amministrazione comunale una petizione chiedendo di fare «qualunque sacrificio per ottenere la vendita delle case limitrofe a quella della baronessa Scoppa Enrichetta, ove dovrà sorgere l’edificio per l’impianto di un Istituto Salesiano.
Il 12 maggio 1906 arrivò a Borgia don Rua, successore di don Bosco, che benedisse la sede provvisoria e incoraggiò l’iniziale Oratorio festivo.
Il 12 maggio 1908, don Rua ritornò per benedire il nuovo locale della sede salesiana, però non ancora terminata. Sarà ultimata negli anni immediatamente successive col titolo di ‘S. Francesco Saverio’.
La Casa nel 1918 fu messa a disposizione del Governo.
Fu comprata dopo il 1918 dal sig. Antonio Feudale, anche se i padri salesiani continuaro a tenervi corsi, lasciando definitivamente Borgia nel 1921, pur continuando l’attività di routine fino al 1926 con un solo parroco.
Il Comune espropriò i locali dei Salesiani per “uso scuola” con delibera del Consiglio comunale del 7 novembre 1922 e il 13 aprile 1926 deliberò di acquistare la casa salesiana per adibirla ad uso scuola elementare con 12 aule. Tuttavia, nonostante le trattative intavolate dalla Giunta municipale con don Picollo, responsabile salesiano (la Giunta per le trattative era andata a Soverato presso i Padri il 20 maggio 1926), l’Ordine Salesiano, venendo meno all’impegno preso col Comune di Borgia, preferì vendere definitivamente al sig. Feudale Antonio per lire 250000, per motivi che non si conoscono, contro l’offerta del comune di lire 200.000.
Il Comune allora adì le vie legali e decise, sperando in un ripensamento dei ‘Padri’ e dello stesso Feudale, di stanziare per l’acquisto la somma di 300000 lire, ma senza alcun risultato.
Il Comune non riuscì mai a venirne in possesso. Infatti, il sig. Feudale, a sua volta, venderà nel 1934 la ‘casa’ alla famiglia Massara, che acquistò in quell’anno anche la zona ‘Pozzo’.
























