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Il giornalino della Parrocchia San Giovanni Battista di Borgia. LEGGI IL 1° NUMERO!
CINEMA FUSTO BORGIA
"I CROODS"
dal 10 MAGGIO 2013 Inizio spettacoli ore:17:00 - 19:00 - 21:00
STORIA DEL CINEMA
QRCODE BW

La banda di Borgia era stata organizzata negli anni 1865-70 ed era alloggiata nell’ufficio municipale (nella seconda metà dell’Ottocento, erano presenti bande musicali a Girifalco, a Chiaravalle C.le e a Cardinale [era direttore della banda di Chiaravalle Domenico Staglianò e maestro il Filardi]). Contava un piccolo drappello improvvisato, guidato dal maestro di musica Papa Andrea, del quale ci rimane un esposto al Prefetto di Catanzaro con cui il Papa chiedeva il rimborso della ritenuta del 2,5% che il Comune tratteneva sul suo stipendio.
Sciolto il gruppo dopo il 1880, il 13 maggio 1885, dai «cittadini e dagli elettori di Borgia» fu avanzata alla Giunta comunale la richiesta affinché si deliberasse dal Comune un sussidio annuo per un maestro di musica per la «banda da rifarsi».

L’istanza, discussa in Consiglio comunale, tra l’altro proponeva di tenere un maestro fisso, al quale corrispondere un sussidio di lire 45, che insegnasse la musica ai ‘giovanotti’ del paese per l’istituzione di una banda musicale, «… anche perché era utile e decoroso per il paese …». In cambio i richiedenti (142 firmatari) volevano la garanzia che la banda suonasse gratuitamente in tutte le feste civili del Comune e preferisse le feste locali, qualora fossero pervenute contemporaneamente richieste concomitanti da altri paesi e anche se questi avessero offerto un «prezzo più elevato». Il Consiglio approvò e stabilì che la Giunta elevasse il sussidio a lire 60 mensili per «aversi un buon maestro di musica».

La banda fu così ricostituita, ma ancora in modo precario e amatoriale, per cui, il 6 febbraio 1887, i direttori della banda, Nicotera Vincenzo e Sabatino Gregorio, furono invitati dalla Giunta a sospendere «… il suono della banda nei giorni festivi fino alla ricostituzione della stessa e fino a che ricostituita sarà in grado di suonare …». Un mese dopo il vice direttore della banda scriveva alla Giunta «… che alfin di migliorare questa banda musicale sussidiata dal Municipio, la Direzione della stessa fa pratiche e premure onde poter avere a maestro Erminio Papa, conosciuto da tutti …». Per il Papa, la Giunta deliberò uno stipendio di lire 60 al mese.

Ben presto, però, nacquero dei dissapori tra la popolazione e il maestro, che spinsero De Tommaso Gregorio di Raffaele, in nome di tutti i cittadini, a lamentarsi per l’operato della banda con la Giunta e a richiedere che la banda suonasse in piazza almeno una volta la settimana, «… che allieti lo spirito di ognuno, come si pratica nelle borgatelle del regno d’Italia …», pagando i cittadini le tasse anche per il mantenimento della banda ed essendo il Papa maestro stipendiato del Comune. Ma nel 1887, persistendo le incomprensioni, il maestro Papa si allontanava «furtivamente» da Borgia, lasciando la banda senza maestro.

Dell’increscioso accaduto informò la Giunta il direttore della banda Nicotera Vincenzo e la banda sul finire del 1887, purtroppo, si risciolse e per le feste paesane si dovettero chiamare le bande dei paesi vicini.
Il disappunto per la mancanza di una banda locale così veniva manifestato su alcuni giornali del tempo:
[…] Ricorrendo la festa del SS. Rosario, festa del paese, oggi e domani non mancheranno i mortaretti e fuochi pirotecnici e la musica, che verrà da Girifalco … E’ vergognoso che un paese come Borgia, uno tra i più ricchi e più belli della provincia, debba ricorrere altrove per avere una musica […].

Nel 1903, finalmente, per iniziativa e grazie alle offerte volontarie di molti cittadini e delle amministrazioni delle chiese (Matrice, Rosario e Immacolata), la banda venne rifondata e furono comprati le divise e gli strumenti.
Fu nominato maestro nel gennaio del 1904, per due anni e per la «sua intelligenza ed efficacia», dietro regolare concorso e con uno stipendio di lire 780 annue, Stabile Giuseppe da Trapani. Si decise anche di aprire una scuola musicale (dietro suggerimento del maestro), che cominciò a funzionare dal 1° novembre di quell’anno. L’11 febbraio, poi, il Consiglio comunale deliberò che la banda avesse il ‘titolo’ di Banda musicale di Borgia e che la scuola fosse autonoma. Quindi venne redatto un regolamento, così concepito:
1° Il Consiglio di amministrazione doveva essere costituito da sette membri della stessa banda: il direttore disciplinare, due consiglieri, il maestro, il capobanda e due deputati del corpo stesso;
2° il corpo musicale doveva essere composto da elementi che avevano frequentato la scuola musicale e giudicati idonei dal maestro, con una ‘ferma’ di cinque anni;
3° il maestro doveva tenere lezione tutti i giorni feriali e almeno dirigere tre concerti settimanali, nelle ore stabilite dal direttore, nella sala municipale, adibita a scuola;
4° la banda doveva suonare tutte le domeniche sulla piazza e per le feste ufficiali gratuitamente;
5° gli utili sarebbero stati divisi proporzionalmente e rispetto alle diverse funzioni; ogni componente, infine, sarebbe stato sottoposto a misure disciplinari, qualora non fosse stato ligio al proprio dovere.

Il 15 aprile dello stesso anno fu rieletto il comitato, che risultò composto da: Sgromo GioBattista, direttore; Guerrieri Francescantonio e Sabatino Garibaldi, consiglieri.
La vita della banda era dura e molto rigida e spesso contro i ‘musicanti’ venivano adottate misure restrittive «per inadempienze al regolamento», così come avvenne per il musicante Zaccone Gaetano, che per «gravi motivi», su deliberazione del Consiglio, venne licenziato dal “corpo musicale” e multato di lire 100, o per Sinopoli Salvatore e Majuolo Giovanni, licenziati «per essersi allontanati volontariamente e senza giustificati motivi».
Il 23 dicembre del 1906, però, il maestro Stabile Giuseppe rassegnava le dimissioni, per cui, rimasto il posto vacante dal 1° gennaio 1907, il Consiglio comunale deliberò di bandire il concorso per la nomina di un nuovo maestro, incaricando, quale maestro provvisorio, Fragale Antonio.
Il 23 maggio 1907, ancora una volta, fu rieletta la commissione musicale. Ne facevano parte: direttore, Giovambattista Sgromo; cassiere, Serrao Luigi; unico componente, non avendo il secondo candidato raggiunto la maggioranza, Passafari Gioacchino, che non accettò l’incarico, per cui, giorno 25, il Consiglio rielesse i due componenti in Sinatora Giovanni e Sabatino Gregorio.

Per far funzionare la banda, il Consiglio comunale, avendo nel frattempo dato le dimissioni il maestro Fragale Antonio (che era stato nominato maestro stabile in un altro comune), invitò la Commissione a nominare un nuovo maestro provvisorio.
La Commissione fece venire per l’occorrenza da Oria (Lecce) il maestro Mignazzi Giovanni e bandiva, nel contempo, il nuovo concorso, al quale parteciparono i maestri Carchidi Michele e lo stesso Mignazzi.
Vinse il concorso Carchidi Michele, originario di Maida, al quale si decise di corrispondere uno stipendio annuo di lire 200.
Il 13 febbraio 1909 fu eletto direttore della banda Marincola Giovanni (in seguito alle dimissioni di G. B. Sgromo), al quale, il 4 agosto 1909, subentrò Gioacchino Passafari.
Un detto riferito alla banda, ma anche sociale, era: Banda e Borgia, musica e Cirih.arcu (Banda di Borgia e musica di Girifalco).
Comunque sia, il Consiglio comunale di Borgia nell’aprile del 1915 riorganizzò la banda municipale, in cui trovarono lavoro molti giovani, nominandone direttore Marra Gregorio e consiglieri Morelli Domenico e Severini Gaetano, e fornendo la «musica di leggii in ferro», acquistati dalla ditta Bellati di Perugia per il prezzo di lire 162, per le esibizioni in piazza. Maestro era ancora Carchidi Michele. La banda era alloggiata nel palazzo ‘Calogero’ e lo stipendio per il maestro fu elevato da £ 900 a £ 1500 l’anno. Fu approvato un nuovo regolamento musicale, strutturato in 3 capitoli e 39 articoli.

In specifico, l’art. 1° del regolamento ribadiva la costituzione nel Comune di Borgia di una scuola e di un corpo musicale col titolo di Banda musicale di Borgia. L’art. 3°, indicava le prestazioni e i servizi che la banda era tenuta a mantenere, suonando gratuitamente l’8 gennaio, giorno natalizio di S.M. la Regina; il 1° maggio; la 1ª domenica di giugno, festa dello Statuto; il 24 giugno, festa del Patrono; il 20 settembre; il 2 novembre; il 4 novembre, festa della vittoria; il 5 e il 6 novembre, festa di S. Leonardo; l’11 novembre, giorno natalizio di S.M. il Re e festa degli alberi. L’art. 11 riguardava la nomina dei musicanti e in particolare che «potevano diventare musicanti della banda solo coloro i quali avessero frequentato la scuola musicali». L’art. 12, che finita la scuola, gli aspiranti erano dichiarati idonei dal maestro e per «una ferma di cinque anni e mercé atto legale con idonea fedejussione di persona riconosciuta […] a garanzia dello strumento, dell’abito e di tutte le pene disciplinari, pecuniarie ecc., non necessaria per il musicante maggiorenne […] Che il musicante, a garanzia, doveva lasciare fino un massimo di £ 200 …».

La banda, però, era senza maestro. Il Carchidi, infatti, aveva abbandonato il corpo, per cui molti consiglieri di opposizione ne chiedevano lo scioglimento in base all’art. 33 del regolamento, anche perché la banda si era recata a Vallefiorita “a prestare servizio” per un accompagnamento funebre, guidata dal solo “maestrino”. Ciononostante, viste le difficoltà strumentali della banda si stanziò un finanziamento per l’acquisto di nuovi sassofoni.
Si riorganizzò, ancora una volta, la banda musicale e si elesse il nuovo comitato (23 gennaio). Dirigeva ancora la ‘banda’ il maestro Carchidi, riassunto il 19 marzo 1923 dopo essere stato licenziato per dissensi e nominati al suo posto i maestri provvisori, dal 7 novembre 1922 al 31 dicembre 1922, Lo Moro Carmelo e, dal 1° gennaio 1923 al 2 marzo 1923, il maestro Citanna Giuseppe.

Nello spirito delle iniziative, nel ‘26, si pensò di ricostituire il comitato della ‘banda musicale’. Il Comitato (composto da: dott. G. Passafari, dott. E. S. Massara, G. Mazza, G. F. Sgromo, Chiarella V., Sinatora G., G. Maiorana, arciprete G. Severini) chiamò alla direzione artistica, il 27 aprile del ‘26, il maestro Albertini Alberto da Paola in sostituzione del maestro Carchidi, licenziato in seguito a un nuovo dissidio e ad uno sciopero organizzato contro di lui dai musicanti nell’ottobre-novembre del 1925. Questi curò la preparazione musicale dei giovani e raggiunse risultati di alta qualità, riuscendo per la prima volta ad eseguire opere liriche, ridotte per banda, con l’impiego di solisti borgesi.
Questi curò la preparazione musicale dei giovani e raggiunse risultati di alta qualità, riuscendo per la prima volta ad eseguire opere liriche, ridotte per banda, con l’impiego di solisti borgesi. Furono gli anni delle prime trasferte, facendo uso del treno, di carretti o anche di altri mezzi di fortuna. Il comitato acquistò anche il ‘nuovo strumentale’ e le divise-uniformi. Erano musicanti effettivi della banda: Costa Agostino, Lanatà, Maletta Vincenzo, Basile Raffaele, Marullo Leonardo, Pandolfo Leonardo, Nicotera Leonardo, Lombardo, Procopio Pietro, Amato Alfonso, Mellace Leonardo, Valentino Leonardo, Serrao Vittorio, Nobile Erminio, Rosato Antonio, Sena Agazio. Il 27/6/1926, il maestro Albertini fu sostituito dal maestro Cirillo originario della provincia di Napoli, che resterà alla direzione fino al ’30 e che ampliò l’organico della banda a 40 elementi circa e tutti borgesi arricchendo il repertorio. L’alta qualità e il prestigio raggiunti permisero alla banda di svolgere la sua attività non solo in Calabria, ma anche in Sicilia e apprezzabili suonatori furono Giovanni Facciolo (flicornino bar.), Giuseppe Sacco (trombone ten. solista), Vitaliano Pinnarò (clarinetto solista), Raffaele Basile (flauto solista).

Nel 1930, il maestro Cirillo lasciò l’incarico e furono chiamati a sostituirlo il docente al Conservatorio di Napoli prof. Rampetti che, insoddisfatto delle capacità e preparazione artistica dei ‘musicanti’, diede le dimissioni. Dopo il Rampetti si avvicendarono il maestro Ungaro, napoletano, e infine il maestro Gemmato, pugliese.
Dal 1931 al 1940 si costituì una piccola banda, gestita dal dopolavoro. Intanto, il Comitato organizzatore fece un tentativo per ridare vita alla banda, chiamando alla dirczione il maestro Talamini, ma fallì. La piccola banda, comunque, continuò la sua attività, guidata dal 1941 al 1946 dal ‘maestro’ Giuseppe Rocco Chiera. L’interesse di due privati cittadini e appassionati, sig. Domenico Lanatà e dott. Vittorio Passafari, portò nuovamente alla costituzione di una grande banda, sotto la direzione del maestro Anzalone, il quale l’arricchì di nuovi elementi, provenienti anche dalla Campania e dalla Puglia, potandola ad alti livelli musicali tanto da diventare la più grande e preparata che la Calabria potesse offrire: il suo nome corse per tutto il Meridione. Nel 1948, però, si sciolse per problemi economici e nell’ambito territoriale si continuò con una piccola banda. Dal 1957 al 1971, il dott. Vittorio Passafari riuscì a ricostituire un nuovo corpo musicale, affidandolo al maestro Salvatore Caroleo, originano di Gagliano e compositore di ottime marce. Fra i suonatori ricordiamo: Guzzo Pasquale, Ferragina Francesco e il prof. Saverio Chiera. Questi proseguì la tradizione bandistica in Borgia negli anni ‘80, organizzando una piccola banda e avviando tantissimi giovani, molti dei quali oggi già diplomati al Conservatorio e ottimi concertisti. Nel 1987, si formò una seconda banda, guidata dal maestro Giuseppe Zaccone. Attualmente le bande sono due: ‘Civico complesso bandistico S. Caroleo Borgia’ (direttore maestro Giuseppe Zaccone); ‘Gran concerto bandistico città di Borgia’ (direttore prof. Salvatore Varano).

Di Salvatore Guerrieri

Bibliografia:
Salvatore Guerrieri, BORGIA, un paese di Calabria, Carello editore, 1992, Catanzaro;
Salvatore Guerrieri, A sud di Catanzaro, Ursini editore, 1994, Catanzaro;
Salvatore Guerrieri, L’Arciconfraternita del SS. Rosario di Borgia, Ursini editore, 1996, Catanzaro.

 
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